Ci sono solo due tipi di persone: i magnanimi e le altre.

Marcel Proust

Marcel Proust

Professione: Autore
Nazionalità: Francese

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Come quelli che si mettono in viaggio per vedere con i loro occhi una città desiderata e immaginano si possa godere, in una realtà, le delizie della fantasia.

Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto.

Il tempo di cui disponiamo ogni giorno è elastico; le passioni che proviamo lo dilatano, quelle che ispiriamo lo restringono, e l'abitudine lo riempie.

Molto spesso, per riuscire a scoprire che siamo innamorati, forse anche per diventarlo, bisogna che arrivi il giorno della separazione.

Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.

La speranza del conforto dà coraggio nella sofferenza.

Tutte le decisioni definitive sono prese in uno stato d'animo che non è destinato a durare.

Lo snobismo è una malattia grave dell'anima, ma localizzata e che non la gusta tutta.

L'abitudine è, fra tutte le piante umane, quella che ha meno bisogno di un suolo nutritivo per vivere e la prima a spuntare sulla roccia apparentemente più desolata.

Di solito si detesta chi ci assomiglia, e i nostri stessi difetti visti dal di fuori ci esasperano.

La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.

Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore.

Viviamo, di solito, con il nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà resta addormentata, riposando sull'abitudine, che sa quel che c'è da fare e non ha bisogno di loro.

Dopo una certa età, per amor proprio e per sagacia, sono le cose che più si desiderano quelle cui fingiamo di non tenere.