Fare le cose non ti ferisce: resti ferito se le eviti.

Irvine Welsh

Irvine Welsh

Professione: Romanziere
Nazionalità: Scozzese

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I convenevoli ci impongono sempre la loro idiozia, anche nei momenti meno opportuni.

Il grande chef è anche scienziato. Ma è qualcosa di più del semplice chimico: egli è alchimista, è sciamano ed è artista, in quanto i suoi intrugli non sono volti a curare malanni del corpo o della mente, bensì allo scopo ben più trascendente di sollevare l’anima.

Una vera scelta può derivare soltanto dal dubbio e dall’incertezza, senza ricorrere all’esperienza o ai consigli degli altri.

Quando i valori sociali vengono negati, diminuisce la possibilità di controllo sull’individuo da parte della società.

È facile amare, o anche odiare se è per questo, qualcheduno in sua assenza, qualcheduno che non conosciamo davvero.

Non sono le nostre brutte abitudini a spaventarci veramente; a loro ci abituiamo, preoccupano solo gli altri.

Presto non ci sarà nessuna divisione fra il lavoro e lo svago. Ogni cesso verrà dotato di unità interna, con terminale di computer e webcam, così nessuno sarà mai disconnesso o non contattabile.

Gli anni trasformano la maggior parte delle bambine in donne, ma gli uomini no: non smettono mai completamente di essere bambini.

La vita è un processo dinamico, non statico, e quando non cambiamo ci ammazza. Non è una fuga, è un movimento.

Il consumismo capitalistico non è più in grado di estendere il credito ai suoi cittadini per perpetuare un programma di shopping e riproduzione senza tregua che, ormai svelato nella sua fondamentale natura di raggiro a vantaggio dei megaricchi, non ha più conigli da estrarre dal cilindro.

Non far passare mai una settimana senza investire in un nuovo vinile.

Dicono che i leader emergono sempre, indipendentemente dagli ideali e dai sistemi democratici che sono in atto. Be’, questo può essere vero come falso, ma il fatto è che emergono sempre le teste di cazzo.

La domanda retorica, l’arma preferita delle donne e dei pazzi.

Disprezzavo me stesso e il mondo perché non ero capace di accettare i miei limiti personali e quelli che mi venivano imposti dalla vita.