Nessuno dovrebbe mai restar solo, da vecchio, pensò. Ma è inevitabile.

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway

Professione: Romanziere
Nazionalità: Americano

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Non era che un vigliacco e quella era la maggior sfortuna che un uomo potesse avere.

Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati. Ma quelli che non spezza li uccide. Uccide imparzialmente i molto buoni e i molto gentili e i molto coraggiosi. Se non siete fra questi potete esser certi che ucciderà anche voi, ma non avrà una particolare premura.

Solo nella sconfitta si diventa cristiani.

Non si dovrebbe mai desiderare troppo, perché si rischia sempre di ottenere quel che si desidera.

Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti.

Gli scrittori si forgiano nell'ingiustizia come si forgiano le spade.

Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente. Molte persone non ascoltano mai.

Quando si invecchia tutto sembra più piccolo.

L'uomo non trionfa mai del tutto, ma anche quando la sconfitta è totale quello che importa è lo sforzo per affrontare il destino e soltanto nella misura di questo sforzo si può raggiungere la vittoria nella sconfitta.

Nei tempi antichi è stato scritto che è dolce e opportuno morire per la propria patria. Ma nella guerra moderna non c'è niente di dolce e opportuno nella morte. Si muore come cani senza un valido motivo.

In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato. Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni.

Dicono che il seme di ciò che faremo è in noi tutti, ma a me è sempre sembrato che in coloro che affrontano la vita scherzando quel seme sia coperto da un humus più ricco e da un letame di migliore qualità.

Voglio farti ubriacare e tirarti fuori il fegato e metterti un buon fegato italiano e farti ritornare un uomo.

Se hai amato qualche donna e qualche paese, ti puoi ritenere fortunato, perché anche se muori, dopo, non ha importanza.