Fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere.

Fa male amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.

Fare una fotografia significa partecipare della mortalità di un'altra persona (o di un'altra cosa) ed è proprio isolando un determinato movimento che tutte le fotografie attestano l'inesorabile azione dissolvente del tempo.

La vita ideale: fare solo cose indispensabili.

Tra la difesa della fotografia come mezzo superiore per esprimere se stessi e l'elogio della fotografia come modo superiore di porre se stessi al servizio della realtà, c'è meno differenza di quanto non paia. Hanno in comune il presupposto che la fotografia offra un sistema unico di rivelazioni: che ci mostri la realtà come non l'avevamo mai vista.

Le uniche persone che dovrebbero interessarsi all'arte (o alle varie arti) sono quelle che la praticano o lo hanno fatto o aspirano a farlo. L'idea di un -pubblico- è completamente sbagliata. Il pubblico di un artista è fatto dai suoi pari.

La nostra è un'epoca nostalgica e i fotografi sono promotori attivi della nostalgia.

Da quando sono state inventate le macchine fotografiche, esiste nel mondo un particolare eroismo: l'eroismo della visione.

Non c'è niente di potenzialmente più sporco di una guerra nascosta.

Le immagini fotografate non sembrano rendiconti del mondo, ma pezzi di esso, miniature di realtà che chiunque può produrre o acquisire.

Il pittore costruisce, il fotografo rivela.

I libri sono dei divertenti piccoli pezzi portatili di pensiero.

La paura di invecchiare viene nel momento in cui si riconosce di non vivere la vita che si desidera. Equivale alla sensazione di abusare del presente.

Non si impara con l'esperienza, perché la sostanza delle cose cambia continuamente.

L’AIDS obbliga la gente a pensare al sesso come a qualcosa che può eventualmente portare alle conseguenze più estreme: suicidio. O omicidio.

La noia è il rovescio del fascino: entrambi dipendono dall'essere al di fuori piuttosto che dentro una situazione, e una guida l'altro.

L'interpretazione è la vendetta dell'intelligenza sull'arte.

Arte. Un modo per entrare in contatto con la propria follia.

La malattia è il lato notturno della vita.

La paura della sessualità è il nuovo registro dell'universo di paura, sponsorizzato dalla malattia, in cui ognuno vive.

Il difetto più grande: la mancanza di generosità.

Il carattere contingente delle fotografie conferma che tutto è caduco.

Fotografare significa attribuire importanza. Non esiste probabilmente soggetto che non si possa rendere bello; non si può inoltre eliminare la tendenza, insita in tutte le fotografie, ad attribuire valore ai loro soggetti.

Una fotografia è insieme una pseudopresenza e l'indicazione di un'assenza.

Siate seri, siate passionali, svegliatevi!

La fotografia è un'arte elegiaca, un'arte crepuscolare. Quasi tutti i suoi soggetti, per il solo fatto di essere fotografati, sono tinti di pathos.

Non è del tutto sbagliato dire che non esistono brutte fotografie, ma solo foto meno interessanti, meno rivelanti, meno misteriose.

La razza bianca è il cancro della storia umana; è la razza bianca ed essa sola - con le sue ideologie e le sue invenzioni - che sradica civiltà autonome ovunque proliferi, che ha sconvolto l'equilibrio ambientale del pianeta, e adesso minaccia l'esistenza stessa della vita.

La conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come antologia di immagini; nelle fotografie l'immagine è anche un oggetto, leggero, poco costoso, facile da portarsi appresso, da accumulare, da conservare.

Amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.

Insegnandoci un nuovo codice visivo, le fotografie alterano e ampliano le nostre nozioni di ciò che val la pena guardare e di ciò che abbiamo il diritto di osservare. Sono una grammatica e, cosa ancor più importante, un'etica della visione.

Il crimine più grande: giudicare.

Le fotografie sono forse i più misteriosi tra gli oggetti che formano, dandogli spessore, quell'ambiente che noi definiamo moderno. Esse sono in realtà esperienza catturata, e la macchina fotografica è l'arma ideale di una consapevolezza di tipo acquisitivo.

Ciò che più è bello in molti uomini virili è qualcosa di femminile; ciò che più è bello nelle donne con femminilità è qualcosa di mascolino.