Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.

Il temere la morte altro non è che parere sapienti senza esserlo, cioè a dire credere di sapere ciò che si ignora; poiché nessuno sa se la morte, che l’uomo teme come se conoscesse già che è il maggiore di tutti i mali, non sia invece per essere il più gran bene.

Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l'anima con il male.

Il saggio non si espone al pericolo senza motivo, poiché sono poche le cose di cui gl'importi abbastanza; ma è disposto, nelle grandi prove, a dare perfino la vita, sapendo che a certe condizioni non vale la pena di vivere.

Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l'ignoranza.

La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare.

Il difficile non è evitare la morte quanto piuttosto evitare la malvagità, che ci viene incontro più veloce della morte.

È proprio del filosofo questo che tu provi, di esser pieno di meraviglia, né altro cominciamento ha il filosofare che questo.

Ovunque un uomo si sia posto, giudicando questo il suo meglio, o dovunque si sia posto da colui che lo comanda, ivi egli deve restare, qualunque sia il pericolo da affrontare, non tenendo in alcun conto né la morte né altro in confronto della vergogna.

In ogni caso sei fregato: se la trovi bella non sarà solo tua, se è brutta paghi per tutti gli altri.

Non è la più vituperevole ignoranza quella che consiste nel credere di sapere ciò che non si sa?

Che strana cosa sono il piacere e il dolore; sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona.

Siate felici, agite nella felicità, sentitevi felici, senza alcuna ragione particolare.

Capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto.

Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire.

Mi è sembrata una cosa straordinaria: conoscere la spiegazione di ogni cosa, sapere perché ha inizio, perché finisce, perché è.

Non dalla ricchezza deriva la virtù, ma dalla virtù la ricchezza e ogni altro bene.

Accade invece che, quando ci si trovi in disaccordo su qualche punto, e quando l'uno non riconosca che l'altro parli bene e con chiarezza, ci si infuria, e ciascuno pensa che l'altro parli per invidia nei propri confronti, facendo a gara per avere la meglio e rinunciando alla ricerca sull'argomento proposto nella discussione.

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.

Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.

Io non preferirei né l'uno né l'altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.

Ho gettato via la mia tazza quando ho visto un bambino che beveva al ruscello dalle proprie mani.

È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s'illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.

Ma ormai è ora di partire: io verso la morte, voi verso la vita. Chi di noi cammini verso una meta superiore è un mistero per chiunque: non per il mio dio.

Non sono un ateniese o un greco, ma un cittadino del mondo.

Dunque, il retore e la retorica si trovano in questa posizione rispetto a tutte le altre arti: non c'è alcun bisogno che sappia come stiano le cose in sé, ma occorre solo che trovi qualche congegno di persuasione, in modo da dare l'impressione, a gente che non sa, di saperne di più di coloro che sanno.

A colui che è buono non può accadere nulla di male, né da vivo né da morto.

Re o governanti non sono coloro che portano con sé uno scettro, ma quelli che sanno comandare.

Non bisogna invidiare chi non è degno di essere invidiato né gli sciagurati, ma averne piuttosto compassione.

A cosa serve avere tanti libri e librerie se poi non basterebbe una vita intera per leggere solo i titoli?

Se beviamo con temperanza e in piccoli sorsi il vino stilla nei nostri polmoni come la più dolce rugiada del mattino.

I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere.

Oramai già è giunta l'ora per me di morire, per voi di vivere. Chi di noi andrà verso miglior destino è ignoto a tutti, tranne che alla divinità.

Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.

L'esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale.

Non la vita, ma la buona vita, deve essere principalmente apprezzata.

Spòsati: se trovi una buona moglie sarai felice; se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.

Dai pensieri più profondi spesso si origina l'odio più mortale.

Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico.

Sposarsi o non sposarsi non è importante. In ogni caso ti pentirai.

La strada più vicina alla gloria - una scorciatoia, come lo era - è di lottare per essere quello che ti auguri di venire considerato essere.

La morte è l'una o l'altra di due cose. O è un annullamento e i morti non hanno coscienza di nulla; o, come ci vien detto, è veramente un cambiamento, una migrazione dell'anima da un luogo ad un altro.

Io non conosco nulla ad eccezione del fatto che sono ignorante.

Tutto il mio sapere è sapere che nulla so.

Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.

La felicità è sempre soggetta all'invidia: la sola miseria non è invidiata da nessuno.

Datemi bellezza nell'anima interna; fate che l'uomo sia uguale dentro e fuori.

Hai torto se stimi che un uomo di qualche valore debba tenere in conto la vita e la morte. Egli nelle sue azioni deve unicamente considerare se ciò che fa sia giusto o ingiusto e se si comporta da uomo onesto o da malvagio.