Le idee si assomigliano in modo incredibile, quando si conoscono.

Nasciamo tutti quanti matti. Qualcuno lo rimane.

Lavoro con incapacità e impotenza.

Ecco dunque che il tempo mi risulta diviso in cinque. In cinque cosa? Non so. Tutto si divide in se stesso, suppongo. Se mi rimetto a voler riflettere va a finire che mi perdo il mio decesso. Devo dire che questa prospettiva ha qualcosa d'attraente. Ma sono sull'avviso. Da qualche giorno trovo qualcosa d'attraente in tutto quanto.

Forse i miei migliori anni sono andati... Ma non voglio tornare indietro. Non con il fuoco che mi brucia dentro adesso.

La vita, si direbbe, è fatta di recidive e anche la morte dev'essere una specie di recidiva.

Le conosco quelle piccole frasi che hanno l'aria da niente e che, una volta accolte, sono capaci di appestarvi tutta una lingua. Niente è più reale del niente.

Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.

Hamm: "La natura ci ha dimenticato". Clov: "Non c'è più natura". Hamm: "Non c'è più natura! Tu esageri". Clov: "Almeno nelle vicinanze".

La nascita fu la sua morte.

La donna fiuta un fallo eretto quando dista ancora dieci chilometri e si domanda: Come avrà fatto a vedermi?

Il sole risplende: non ha altra scelta, nulla di nuovo.

Niente è più ridicolo della disgrazia, altrui naturalmente.

Hai mai provato? Hai mai fallito? Non importa. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Non posso continuare. Continuerò.

Vladimir: 'Hai mai letto la Bibbia?' Estragon: 'La Bibbia? (...) Devo averci dato un'occhiata'.

Non c'è scarsità di vuoto.

L'uomo di buona memoria nulla ricorda, perché nulla dimentica.

Non è in grado di pensare senza il suo cappello.

Vladimir: "Questo ci ha fatto passare il tempo". Estragon: "Ma sarebbe passato in ogni caso". Vladimir: "Sì, ma non così rapidamente".

In me ci son sempre stati due pagliacci, oltre agli altri, quello che chiede soltanto di starsene dov'è e quello che s'immagina che più lontano si stia un po' meno peggio.

Si nasce tutti pazzi. E alcuni lo restano..

Ecco gli uomini! Se la prendono con la scarpa quando la colpa è del piede.

Solo sedendo e riposando l'anima diventa saggia.

Non voler dire, non sapere ciò che si vuol dire, non poter dire ciò che si crede di voler dire, e dire sempre, o quasi, ecco cosa è importante non perdere di vista, nell'ardore della stesura.

L'università di Dublino contiene la crema dell'Irlanda: Ricca e densa.

Sì, lascio la mia beatitudine e faccio ritorno anche agli uomini, che vanno e vengono spesso con dei fardelli. Forse li ho giudicati male, ma non credo. D'altronde non li ho giudicati (...) Forse ho solo voglia di sentirlo dire ancora una volta. Ancora una piccola volta. Eppure no, non ho voglia di nulla.

La morte mi deve scambiare per qualcun altro.

Volteremo le spalle a questa piccola nube ma la terremo d'occhio. Non coprirà il cielo a nostra insaputa.

Se non mi ami tu, non sarò mai amato. Se non amo te, non amerò mai.

Le lacrime del mondo sono una quantità costante. Da una parte uno comincia a piangere, da un'altra parte uno smette. Lo stesso vale per il riso.

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Prima balla, poi pensa. È l'ordine naturale.

La lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.

Tutti siamo nati matti. Qualcuno lo rimane.

Non c'è niente di più comico dell'infelicità.

Quando mi viene chiesto da quanto sono io qui, io rispondo "Un secondo..." o "Un giorno..." o "Un secolo". Tutto dipende da che cosa io intendo per "qui..." e "io..." e "sono".

Le donne sono straordinarie con la loro mania di far dormire gli altri nel modo in cui loro gli rifanno il letto.

Poi vivere per il tempo di sentire, dietro i miei occhi chiusi, chiudersi altri occhi. Che fine.

La speranza è la disposizione infernale per eccellenza, contrariamente a ciò che si è potuto credere fino ad oggi.

Questo è ciò che potrebbe essere l'inferno: una piccola chiacchierata al mormorio del Lethe riguardo ai bei tempi andati, quando preferivamo essere morti.

Tutte le arti si assomigliano - un tentativo per riempire gli spazi vuoti.

Niente è più reale del nulla.

Il tacere non è silenzio.

Questo è il modo in cui sono fatto - o perdono qualcosa subito o non la perdono mai.

Quando si è nella merda fino al collo, non resta che cantare.

Non succede niente, nessuno viene, nessuno va, è terribile.

L'abitudine è una grande sordina.

A forza di chiamare questa cosa la mia vita finirò per crederci. È il principio della pubblicità.