Virtù e ricchezza raramente dimorano in un solo uomo.

Uno uomo, che voglia fare in tutte le parti professione di buono, conviene rovini infra tanti che non sono buoni. Onde è necessario a uno principe, volendosi mantenere, imparare a potere essere non buono, et usarlo e non usare secondo la necessità.

Uno scultore trarrà più facilmente una bella statua d'un marmo rozzo, che d'uno male abbozzato da altrui.

Un principe non manca mai di legittimare le ragioni che rompono le sue promesse.

Tutti ti valutano per quello che appari. Pochi comprendono quel che tu sei.

Tutti i profeti armati vinsono, e li disarmati ruinorono.

Sopra tutto astenersi dalla roba d'altri; perché li uomini dimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio.

Sono tanto semplici gli uomini, e tanto obbediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverrà sempre chi si lascerà ingannare.

Si ricordino i prìncipi, che si cominciano le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono.

Si ottiene molte volte più presto e con minori pericoli e spesa le cose a fuggirle, che con ogni forza e ostinazione perseguitandole.

Sendo adunque uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la volpe e il leone, perché il leone non si difende da' lacci, la volpe non si difende da' lupi. Bisogna adunque essere volpe a conoscere e lacci e leone a sbigottire e lupi.

Sapere nella guerra conoscere l'occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa.

Quello che giova al nemico nuoce a te, e quel che giova a te nuoce al nemico.

Quanto è più propinquo l'uomo a uno suo desiderio più lo desidera, e non lo avendo, maggiore dolore sente.

Quando la sorte ci ha tolto un amico, non vi è altro rimedio, che il più che a noi è possibile, cercare di godere la memoria di quello e ripigliare se da lui alcuna cosa fosse stata o acutamente detta o saviamente trattata.

Può la disciplina nella guerra più che il furore.

Pochi vedono come siamo, ma tutti vedono quello che fingiamo di essere.

Per molto tempo non ho detto ciò che pensavo, né penso sempre ciò che dico, e se invero mi accade talvolta di dire la verità, la nascondo tra tante menzogne che è difficile scoprirla.

Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.

Ogni volta che è tolto agli uomini il combattere per necessità, essi combattono per ambizione, la quale è tanto potente nei loro petti che mai, a qualunque grado salgano, li abbandona.

Non vi sono elogi all'altezza di un nome così grande.

Non v'è nulla di più difficile da realizzare, né di più incerto esito, né più pericoloso da gestire, che iniziare un nuovo ordine di cose. Perché il riformatore ha nemici tra tutti quelli che traggono profitto dal vecchio ordine, e solo dei tiepidi difensori in tutti quelli che dovrebbero trarre profitto dal nuovo.

Non si debbe mai lasciare seguire uno disordine per fuggire una guerra, perché non la si fugge, ma si differisce a tuo disavvantaggio.

Non fu mai savio partito far disperare gli uomini, perché chi non spera il bene non teme il male.

Non è mai alcuna cosa sì disperata che non vi sia qualche via da potere sperare.

Non c'è nulla di più difficile da gestire, di esito incerto e così pericoloso da realizzare dell'inizio di un cambiamento.

Molti vedono quel che tu pari... pochi sentono quel che tu sei.

Meglio essere impetuoso che respettivo: perché la fortuna è donna ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla.

Meglio è vincere il nemico con la fame che col ferro, nella vittoria del quale può molto più la fortuna che la virtù.

Ma la poca prudenza degli uomini comincia una cosa che, per sapera allora di buono, non si accorge del veleno che vi è sotto.

L'uomo fermo mostra che la fortuna non ha potenza sopra di lui.

Li uomini mutano volentieri signore, credendo migliorare; e questa credenza gli fa pigliare l’arme contro a quello; di che s’ingannono, perché veggono poi per esperienzia avere peggiorato.

Li uomini hanno meno respetto ad offendere uno che si facci amare che uno che si facci temere; perché l'amore è tenuto da uno vincolo di obbligo, il quale, per essere gli uomini tristi, da ogni occasione di propria utilità è rotto: ma il timore è tenuto da una paura di pena che non abbandona mai.

Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le caccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene, ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche.

Le iniurie si debbono fare tutte insieme, acciò che, assaporandosi meno, offendino meno: e' benefizii si debbono fare a poco a poco, acciò che si assaporino meglio.

Le guerre cominciano dove si decide, ma non finiscono dove si vorrebbe.

Le buone leggi fanno civili i popoli.

La via dello andare allo inferno era facile, poiché si andava allo ingiù e a chiusi occhi.

La storia è la maestra delle azioni nostre.

La natura ha creato gli uomini in modo che possono desiderare ogni cosa e non possono conseguire oni cosa: talchè essendo sempre maggiore il desiderio che la potenza di acquistare, ne risulta la mala contentezza di quello che si possiede e la poca soddisfazione d'esso.

La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e lo esercizio ne fa assai.

La natura dell'uomo superbo è vile e di mostrarsi insolente nella prosperità e abietto e umile nelle avversità.

La istoria è la maestra delle azioni nostre.

La guerra non si lieva, ma si differisce a vantaggio d'altri.

La guerra è una professione con la quale un uomo non può vivere onorevolmente; un impiego col quale il soldato, se vuole ricavare qualche profitto, è obbligato ad essere falso, avido, e crudele.

La grandezza di uno stato è data dalla potenza del suo esercito.

La fortuna è la bravura altrui.

La fortuna è donna: ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla.

L’abilità di Ligurio in questo colloquio è nel fingersi meno esperto e più ignorante di lui.