La civiltà non è altro che il tentativo di costringere la forza a essere l'ultima risorsa.

C'è chi considera nulla ciò che è piccolo: per essi non sarà grande nemmeno ciò che è grande.

Al lavoro si contrappone un altro tipo di sforzo che non nasce da un'imposizione, ma da un impulso veramente libero e generoso della potenza vitale: lo sport.

Gli uomini capaci di pensare all'amore sono quelli che hanno meno probabilità di averlo vissuto, e coloro che lo hanno vissuto sono spesso incapaci di pensarci.

La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport.

Quanto più superficiale è un'intelligenza, maggior propensione mostrerà a qualificare le discussioni come mere dispute verbali.

La condizione dell'uomo è stupefacente. Non gli viene data né gli è imposta la forma della sua vita come viene imposta all'astro e all'albero la forma del loro essere. L'uomo deve scegliersi in ogni istante la sua. È, per forza, libero.

Io sono io e la mia circostanza, e se non la salvo non salvo neanche me stesso.

Ogni dubbio è una domanda secondo un metodo.

Saper comandare a se stessi è la prima condizione per poter comandare agli altri.

Il mondo è il totale delle nostre possibilità vitali.

È tempo che la storia abbandoni lo psicologismo e il soggettivismo in cui si disperdono i più acuti lavori contemporanei e riconosca che la sua missione è quella di ricostruire le condizioni oggettive in cui gli individui, i soggetti umani si trovano immersi.

Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest'ultimo non preservo me stesso.

C'è un solo modo per salvare i classici: smettere di riverirli ed utilizzarli per la nostra salvezza.

Il desiderio muore automaticamente quando si logora, finisce quando viene soddisfatto. L'amore è invece un eterno insoddisfatto.

La guerra non è un istinto ma un'invenzione.

L'amore autentico si incontra sempre già pronto. In questo amore un essere viene assegnato una volta per tutte e del tutto ad un altro essere. È l'amore che inizia con l'amore.

Nel nostro tempo domina l'uomo-massa; è lui che decide.

Prima d'essere il padrone di altri, dovresti essere il padrone di te stesso.

Il rancore è l'effusione di un sentimento di inferiorità.

La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell'affermare che la forma superiore dell'esistenza umana è proprio lo sport.

Il persistere dello stato di sorpresa può trasformarsi in stupidità.

La massima specializzazione equivale alla massima incultura.

La biografia è un sistema nel quale le contraddizioni della vita umana trovano la loro unità.

La cultura non è vita nella sua interezza, ma soltanto il momento della sua sicurezza, forza, e chiarezza.

Vivere significa, fin dall'inizio, essere costretti ad interpretare la nostra vita.

L'ultima fiamma, la più lunga: alla vigilia di sparire, le frontiere militari e economiche sono colpite da iperestesia.

Ogni cosa concreta è costituita da una somma infinita di relazioni. Le scienze procedono discorsivamente, cercano ad una ad una queste relazioni, e, pertanto, avranno bisogno di un tempo infinito per esaurirle tutte. È questa la vera tragedia della scienza: lavorare per un risultato che non raggiungerà mai pienamente.

La maggior parte degli uomini ha una capacità intellettuale molto superiore all'uso che ne fanno della stessa.

Che l'uomo abbia bisogno di sapere, che abbia bisogno, lo voglia o no, di darsi da fare con i mezzi intellettuali di cui dispone, è quel che indubitabilmente costituisce la condizione umana.

Con la morale rettifichiamo gli errori dei nostri istinti, e con l'amore gli errori della nostra morale.

Le strade della lealtà son sempre rette.

Quando il regime di un uomo o di una istituzione è fittizio, ne deriva una completa demoralizzazione. Alla fine si produce l'avvilimento, perché non è possibile adattarsi alla propria falsificazione senza aver perduto il rispetto verso se stessi.

La metafora è probabilmente il potere più fertile posseduto dall'uomo.

Le nazioni sono formate e tenute vive dal fatto che hanno uno scopo da realizzare per il domani.

La secca legge dell'arte è questa: 'Ne quid nimis', niente più del necessario. Tutto ciò che è superfluo, tutto quello che possiamo sopprimere senza che la sostanza ne risenta, è contrario all'esistenza della bellezza.

Il senso della vita non è altro che accettare ognuno la propria circostanza e, nell'accettarla, trasformarla in una creazione nostra.

Non si vive per pensare, ma, al contrario, pensiamo al modo in cui riuscire a vivere.

Noi ci sforziamo di acquistare sicurezza e di diventare insensibili alla fondamentale drammaticità del nostro destino, versando su di esso l'abitudine, l'uso, il luogo comune, tutti i cloroformi.

Le nostre convinzioni più radicate, più indubitabili, sono le più sospette. Sono i nostri limiti, i nostri confini, la nostra prigione.

Lo sport è sforzo fatto liberamente, per pura soddisfazione in sé, mentre il lavoro è uno sforzo a cui si è costretti in vista del suo rendimento.

Non possiamo eliminare la vita fino a che non siamo pronti. La caratteristica più saliente della vita è il suo carattere coercitivo, è sempre urgente, qui ed ora senza alcuna possibilità di procrastinare. La vita ci viene sparata di punto in bianco.

Una società non è tale senza un'aristocrazia, un'élite minoritaria.

Il sintomo generale del nuovo stile che traspare in tutte le sue multiformi manifestazioni consiste nel fatto che l'arte abbia sgomberato dalla zona seria della vita, ha smesso di essere un centro di gravitazione vitale.

È già accaduto che una grande civiltà morisse per non aver saputo sostituire la sua idea tradizionale di Stato.

Molti uomini, come i bambini, vogliono una cosa ma non le sue conseguenze.

Essere un artista vuol dire smettere di prendere seriamente quella serissima persona che siamo quando non siamo artisti.

La cosa importante è la memoria degli errori, che ci consente di non commettere sempre gli stessi.

Non si può dire che il poeta insegua la verità, visto che la crea.