Nessuno osa dire addio a un'abitudine. Molti suicidi si sono fermati sulla soglia della morte per il ricordo del caffè dove vanno tutte le sere a fare la loro partita di domino.

Quel che rende indissolubili le amicizie e ne raddoppia l'incanto è un sentimento che manca all'amore: la sicurezza.

Ricchi si diventa, eleganti si nasce.

Il bruto si copre, l'arricchito e lo sciocco si addobbano, l'uomo elegante si veste.

L'invidia è una confessione d'inferiorità.

Il matrimonio è un combattimento a oltranza prima del quale gli sposi domandano la sua benedizione al cielo, perché amarsi sempre è la più temeraria delle imprese.

Il cuore è come una puttana: quando smette di battere è finita.

Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri.

Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.

Soltanto l'ultimo amore di una donna può reggere al paragone col primo amore di un uomo.

L'uguaglianza sarà forse un diritto, ma nessuna potenza umana saprà convertirlo in un fatto.

È l'immaginazione che fa perdere le battaglie.

L'amore prova orrore per tutto ciò che non è amore.

L'arte è natura concentrata.

È molto difficile stabilire dove finisce la cortesia e dove comincia l'adulazione.

Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono.

Chi dice arte dice menzogna.

Le meno astute delle donne hanno un'infinità di trappole; la più sciocca trionfa grazie alla poca diffidenza che ispira.

Gli stupidi parlano del passato, i saggi del presente, i folli del futuro.

La volontà può e deve essere motivo d'orgoglio più dell'ingegno.

La gloria è un veleno che bisogna prendere a piccole dosi.

Se la perfezione non fosse una chimera, non avrebbe tanto successo.

Il matrimonio deve continuamente combattere contro un mostro che tutto divora: l'abitudine.

Le zie, le madri e le sorelle hanno una giurisprudenza particolare per i loro nipoti, i loro figli e i loro fratelli.

L'astrologia è una scienza immensa che ha regnato sulle più grandi intelligenze.

La ricchezza è fonte di grandi privilegi, e il più invidiabile di tutti è quello di poter intensificare all'estremo pensieri e sentimenti.

Ma che uomo è uno che, così, da un momento all’altro, senza nemmeno consultare il medico, decide di mangiare solo verdure?

La rassegnazione è un suicidio quotidiano.

L'abbigliamento è l'espressione della società.

L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.

La virtù comincia con il benessere.

Il lusso costa meno dell'eleganza.

Si crede soltanto in quel che piace credere.

Quando le donne ci amano, ci perdonano tutto, persino i nostri crimini. Quando non ci amano, non danno credito a nulla, nemmeno alle nostre virtù.

Forse l'amore è solo la riconoscenza del piacere.

L'uomo meno libero è l'uomo di partito.

Negli affari del mondo la salvezza non viene dalla fede, ma dalla diffidenza.

La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.

La donna è la regina del mondo e la schiava di un desiderio.

Nella disgrazia bisogna rispettare coloro che si sono rispettati nella grandezza.

Le donne sono avvezze per non so qual tendenza dell'animo a non vedere in un uomo d'ingegno che i difetti e in uno sciocco che le qualità.

L'amore che economizza non è mai vero amore.

Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza.

L'amore vero, come si sa, è spietato.

La prerogativa di sentirsi a casa propria dappertutto è solo dei re, delle puttane e dei ladri.

Non ci sono princìpi; ci sono solo eventi. Non c'è bene né male, ma solo circostanze. L'uomo superiore sposa eventi e circostanze per governarli. Se ci fossero princìpi e leggi immutabili, le nazioni non li cambierebbero così come noi cambiamo la camicia, e non ci si può attendere che un uomo sia più saggio di un'intera nazione.

Il miglior modo di mantenere la propria parola è non darla.

Il giornalismo è un inferno, un abisso d'iniquità, di menzogne, di tradimenti, che non si può traversare e dal quale non si può uscire puri a meno di essere protetti, come Dante, dal divino alloro di Virgilio.

La consuetudine ci condanna a molte follie, la più grande delle quali è quella di rendersene schiavi.