La mente gioca brutti scherzi alla memoria, distorcendo il tempo secondo i suoi comodi. Comprime i fatti per ragioni d'efficienza, oppure lo dilata per lasciare spazio a finte sensazioni di trionfo.

L'insegnamento, come la marchiatura dei manzi o l'imbalsamazione dei cadaveri, era un mestiere che non avevo mai preso seriamente in considerazione.

Fantasticando su un me stesso modesto, misterioso e orgogliosamente intelligente, sono costretto a rendermi conto che nella vita reale non possiedo alcuna di queste qualità. Nessuno sogna ciò che ha già.

Qualche sculaccione me lo sono preso, certo, ma non l'ho mai considerato uno dei punti più alti della mia esistenza. Ho voltato pagina e sono andato avanti con la mia vita.

Scrivere ti dà l'illusione del controllo e poi ti rendi conto che è solo un'illusione, che le persone stanno mettendo dentro in ciò che scrivi le loro proprie cose.

Pigliate un gatto randagio, schiacciategli con forza la coda nel portellone del camion del latte, e quello come niente vi ulula un singolo destinato a spopolare nelle classifiche di Sparta o Salonicco.

Vivere in un paese straniero era una di quelle cose che tutti avrebbero dovuto fare almeno una volta nella vita. Mi ero fatto l’idea che servisse a completare la personalità, smussandone gli spigoli provinciali e trasformandola in quella di un cittadino del mondo.

Il problema, con i non fumatori aggressivi, è che quando ti impediscono di fumare sentono di farti un favore. Sembrano convinti che un giorno, guardandoti indietro, li ringrazierai per quei quindici preziosi secondi di vita che ti hanno regalato. Non vogliono capire che per te sono solo quindici secondi in più per odiarli e meditare vendetta.

Capisci di vivere in una città piccola quando riesci a finire le scuole medie senza aver mai visto un minimo in vita vostra.

A me piaceva l’idea che una parte del corpo potesse essere considerata pigra; non menefreghista, e nemmeno ostile, semplicemente non disposta a crescere per mere ragioni di squadra.